sabato 30 gennaio 2021

Lo scrittore manager e il suo amico saggio. Dialogo surreale per ridere un po'.





- E così ho pubblicato il primo libro, gli editori erano entusiasti e subito dopo il secondo, il terzo a breve giro e poi il quarto. Nemmeno il tempo di tirare il fiato. La promozione ne ha risentito e le vendite sono state, per così dire, deludenti. 
- Ma i tuoi libri sono stati distribuiti?
- Ah sì, in alcune librerie, certo!
- In alcune tipo quante?
- Più di dieci, meno di venti...
- Quando si dice "aggredire il mercato".
- Già ma sai una cosa? Escono tantissimi libri ogni giorno e se calcoli il volume di ognuno di loro e lo moltiplichi per duemila...
- Duemila?
- Ahimè, pare. Tutti esordienti e pieni di entusiasmo. Un esercito di soldati pronti ad andare incontro ai mitra...
- Tu dici il famoso esordiente ottimista a oltranza?
- Esatto, quello risentito se non si ritrova in classifica dopo una settimana, una specie di Arturo Bandini in fotocopia - ma lui era un simpatico stronzo ed erano altri tempi. Pagavano sull'unghia. Comunque parliamo di 1,90 metri cubi al giorno. Un camion ribaltabile, praticamente.
- Che non è la consegna del misto pisello al cantiere della TAV...
- No, è il volume dei singoli libri che quotidianamente escono dalle tipografie. In questo conteggio sono naturalmente escluse le autopubblicazioni.
- Che sono nel numero di?
-Nessuno lo sa. Centinaia di migliaia, forse milioni! E' come la nostra galassia. Da anni discutono se vi siano duecento o quattrocento miliardi di stelle e ancora non ne sono venuti a capo. Il nostro è un paese di santi, navigatori e scrittori...
- Tutti bravi, immagino...
- Fino a prova contraria sì ma la natura insegna...quando viene meno l'equilibrio...
- Va da sé...
- Va da sé che le librerie possono tenere sugli scaffali lo 0,4 per cento dei libri prodotti dalle case editrici e nemmeno uno di quelli pubblicati dagli editori di sé stessi.
- E' già qualcosa!
- Se fosse l'incremento del PIL sarebbe una grande notizia!
- E invece è la nuova letteratura: va a cubatura, come il metano.
- E tu per farti notare sgomiti per le presentazioni, cerchi di ottenere le recensioni o gli articoli di giornale. Le presentazioni erano grasso che cola, prima del Covid. Per recensioni e articoli ti devi mettere in fila e sperare di esercitare un certo ascendente sul blogger.
- Avessi detto il Papa!
- Qualche volta il blogger è uno che se la tira. Mi è capitato di litigare con il direttore di un blog di tendenza, anzi no, il blog numero uno.
- E perché mai? Sei pacifico come un bradipo in estate!
- Niente. Avevo chiesto di recensire un mio libro vincitore di concorso e poi un altro, vincitore di un festival e...e lui si è rifiutato.
- Un simpaticone. E perché mai?
- Perché non sono famoso.
- Ma a quelli famosi non importa nulla della recensione di un blog, loro vanno da Fazio.
- Glielo spieghi tu?
- No, meglio di no. Sarei troppo diretto e tu mi sembri irrimediabilmente diplomatico. E allora?
- E allora mi spendo nei social. 
- Quali?
- Faccio prima a dire quali no...
- E allora: quali no?
- Fammi pensare...Ebbene sì, sono iscritto a tutti...
- Compreso Twitter?
- Pure lui!
- Ma è un insultatoio dove a nessuno frega qualcosa dei romanzi! L'unico hastag che trovi è: #libro!
- Già che c'ero...
- E che fanno gli autori su tutti i social?
- E' un simpatico puttanaio.  Raramente s'incoraggiano fra di loro, qualche volta si leggono reciprocamente. Molto spesso si detestano a vicenda, si evitano come le cacche sui marciapiedi, parlano male l'uno dell'altro, rifiutano le critiche, si indignano per i consigli e cercano di piazzare i loro romanzi. Comprano l'e-book del concorrente per potergli mettere una sola stella. Si vantano delle recensioni su Amazon che per quanto ne so potrebbe fartele tua zia se le porti a spasso il barboncino il giorno che va dalla callista.
- Tutti libri che non trovano spazio negli scaffali delle librerie per via del volume...
- Proprio così, il misto pisello e il paio di metri cubi al giorno.
- Non hai soluzione, devi farti un blog!
- Fatto.
- Il blog è una cosa seria!
- A chi lo dici. Contenuti di qualità, racconti premiati ai concorsi, racconti in esclusiva, parole chiave con la benedizione di  Google Trends. Google Analytics come compagno di viaggio e condivisione sui social a nastro.
- Quali social?
- Praticamente tutti.
- Già, dimenticavo. Mi spiace deluderti ma è tutto inutile.
- In che senso?
- Roba vecchia, superata. Il link annoia, obnubila, passa stanco sotto gli occhi, inosservato come l'ennesima serie tv sul web. 
- E allora?
- E allora, video! Brevi e incisivi alla maniera di Tik Tok. Formule, slogan. Immagini stile la Milano da bere. Le parole annoiano, le prediche esasperano. La gente non ha tempo. Ci vuole la faccia come il culo, la parlantina sciolta, un microfono decente, delle luci da studio modello Barbara d'Urso e un buon programma video editor e poi tu. Devi flirtare con la telecamera, amoreggiare con i follower. E' l'autore che vende, mica il libro!
- Ma io sono timido!
- Allora non dovevi fare lo scrittore!
- Ma lo scrittore è un burbero chiuso in casa da mattina a sera, uno che nella migliore delle ipotesi si fa gobbo come Leopardi e vive amori platonici. E poi non sono fotogenico!
- Fai vedere...profilo destro...sinistro. Fronte...
- Non ho in dotazione quel sorriso ruffiano, capisci?. Non mi viene nemmeno se mi sforzo...
- Sì, effettivamente bucare lo schermo è un'altra cosa. La prova costume l'hai fatta?
- Dici che?
- Alle peggiori ti fai un paio di scatti su uno scoglio in riva al mare del tipo di ammazzo un polpo a mani nude... Avrai mica gli addominali appannati?
-Ma questo cosa c'entra con i romanzi?
- C'entra eccome! Senti, mi dispiace essere cinico ma le cose sono due: o muori e speri in un successo postumo o ti iscrivi in palestra...oppure.
- Oppure?
- Oppure fai uno scandalo. Vai in tv e finisci su tutti i giornali. Una cosa innocente, tipo farsi l'erede al trono del regno Vattelapesca o  attraversare nudo il centro storico al sabato pomeriggio. Facendo l'elicottero con il pisello, naturalmente...
- Naturalmente. Me la caverei con un paio di mesi in galera...
- Esatto, mi diventi un influencer e poi via col vento, anzi, già che sei nudo, via col ventre.
- Perciò niente riservatezza, mistero e quella punta di antipatia che un grande autore può permettersi?
- Roba vecchia. Devi darti via per poco: libri a gratis sul web, book trailer e video dove ti intervisti da solo. 
- Non ce la faccio.
- Sei superato, amico. Mentre noi parliamo sono già usciti, fammi contare, duecentoquaranta romanzi nuovi.
- E se vado a dormire, al mio risveglio saranno...
- Ecco, vedi che hai capito. Domani a colazione saranno mille o anche di più. Chi dorme non vende libri. Mettiti sotto!
- Adesso?
- E quando? Stai invecchiando, sei già fuori moda! A proposito, hai fatto il sondaggio sui social per capire cosa vuole leggere la gente?
- Tipo?
- Tipo che ne so, se preferiscono la solita ragazza trovata morta nel bosco, il serial killer onnipotente, il commissario con il tic o il pastore tedesco con l'intuito dell'investigatore...
- Veramente dovrebbe essere l'autore a indicare il trend, a fare tendenza, a proporre lo stile e i personaggi. A rischiare.
- E, ho capito. Però così ti lasci scappare il target, mi sbagli il marketing, fai cilecca con il brand, perdi l'audience, canni la comunicazione. Pensaci su, amico.
- Ci ho pensato, sai. Apro un blog di giardinaggio e non se ne parla più.




Nessun commento:

Posta un commento