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venerdì 9 maggio 2025
La macchina nera
Nella bassa Valsusa, sotto una pioggia torrenziale, un’auto nera misteriosa semina il terrore, investendo deliberatamente i giovani del posto. La comunità è paralizzata dalla paura mentre il Capitano Elettra Keita, Comandante dei Carabinieri di Susa, è determinata a scoprire l’identità del killer e il movente dietro questa furia omicida.
Ignorando gli ordini superiori, Elettra e la sua amica, Commissario Vittoria Carpi della Polizia di Stato, si immergono in una lunga notte di indagini, sfidando l’oscurità e il diluvio incessante. La loro caccia all’assassino porterà a galla segreti sepolti e verità sconvolgenti, mettendo a dura prova non solo le loro capacità investigative, ma anche il loro legame di amicizia.
Un thriller italiano avvincente, dove la tensione sale con ogni goccia di pioggia e l’oscurità nasconde pericoli inimmaginabili, culminando in un colpo di scena che sovvertirà ogni certezza.
Synopsis
In the fog-shrouded valleys below the Alps, a mysterious black car cuts through the storm like a weapon — targeting young locals with cold, deliberate intent. As the community grips with fear, Captain Elettra Keita, commanding officer of the Susa Carabinieri, refuses to wait for answers to come to her.
Defying her superiors, Elettra joins forces with her closest ally, State Police Commissioner Vittoria Carpi, and the two women drive deep into a long, rain-soaked night of investigation. What begins as a hunt for a killer slowly unravels into something far darker — buried secrets, dangerous truths, and a conspiracy that threatens to destroy everything they thought they knew.
Taut, atmospheric, and relentlessly paced, this is Italian noir at its finest — where every raindrop tightens the noose and the night never quite surrenders its secrets. And when the truth finally emerges, it will shatter every assumption.
La pioggia
I lunghi periodi di pioggia cominciano con sottili velature del cielo e piccole gocce rade. Le prime si disperdono senza toccare il suolo, sulle tegole, sui muri, sui vetri e contro le carrozzerie. Solo alcune arrivano a mescolarsi con la polvere. È quello che succede quando la pioggia si prepara a battere la terra per giorni, e Dody lo sa.
Di ritorno dal Politecnico, preferirebbe infilarsi le ciabatte e buttare i suoi vent'anni sulla poltrona davanti alla Play Station ma la sua bici, sette chili di carbonio e metallo che gli sono costati tutti i risparmi, fa la stessa impressione di un cane con il guinzaglio in bocca e allora via, come ogni sera, perché la sensazione è quella che per qualche giorno non ci saranno altre occasioni. Così hanno detto le previsioni meteo, così ha detto sua madre prima di ritirare i panni stesi.
Appena uscito sente qualche goccia infilarsi sotto il casco insieme al fresco della primavera acerba ma l'asfalto ha ancora un bel grip, non c'è niente che tolga aderenza alle ruote e la ciclovia, nuova di cantiere, lo invita all'altezza di Cascina Roland. Sono gli ultimi sospiri del giorno, una meraviglia. Rapporti morbidi, pedalata rotonda per scaldare i muscoli. Ancora qualche metro e poi solo campagna, l'odore dell'erba umida e, con un po' di fortuna, qualche cerbiatto che scappa verso gli alberi.
Quando il rumore di un potente motore si sovrappone al rullare dei copertoni e l'odore di benzina bruciata lo circonda, si accorge che l'auto che lo sta raggiungendo è troppo vicina alla ruota posteriore della sua Colnago. Il cuore gli ordina di pedalare più forte, si gira, uno sguardo rapido e che cosa diavolo è quella roba? Mettersi in piedi, spingere e ancora un'occhiata e l'imprecazione che rimane bloccata fra collo e denti.
Il primo contatto è come uno sgambetto, un calcio vigliacco e due gocce di sangue grandi come monete macchiano il cordolo. Le gambe si spezzano sotto le ruote, insieme al telaio e con il medesimo rumore e il cervello lo sottrae al dolore. Sviene mentre l'auto passa oltre.
Si risveglia, aggrovigliato con quello che rimane della bici quando sente i polpacci nelle fauci di un branco di cani. Briciole, ormai e sangue che schizza a ogni battito del cuore. Sono passati meno di dieci secondi. La macchina ha girato alla rotonda ed è brutta, deforme e nera come la pece. Inutile trascinarsi con le unghie piantate nell'asfalto.
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